lunedì 9 aprile 2012

"LE VIE DELL'ESSERE SONO (IN)FINITE"

"Arruolato per forze e convinzioni maggiori, mi sarei ritrovato a combattere, urlare, uccidere; mi sono arruolato, non solo perché ero obbligato a farlo, ma perché io credevo che questa fosse "la via" per conoscere, per evolvere, per difendere, per diffondere. Non ho mai ucciso nessuno perchè quando mi fu messa a dieci metri di distanza, durante un'esercitazione, una "sagoma" di persona sulla quale sparare mi sono bloccato; oltre al mirino del mio fucile avevo questa sagoma di "persona: un uomo, una donna, un bambino, un vecchio, un soldato, uno storpio... Io mi sono bloccato, mi sono fermato. Ho rifiutato di proseguire nell'esercitazione. Quando ero bambino giocavo a fare la guerra con i miei coetaeni; era un gioco entusiasmante, mi sentivo vivo, mi emozionavo, mi impaurivo, mi esaltavo. Poi... di fronte a quella sagoma... Volevano addestrarmi ad uccidere. Fui isolato. Lo psicologo disse che non ero idoneo. Da quella volta capii che "uccidere" poteva essere tanto facile. Semplice, facile come liberarsi di un qualsiasi oggetto fastidioso, di un odioso oggetto che mi stava tra i piedi".

sabato 7 aprile 2012

MOVE, MOVE... YOU GOTTA MOVE!

"Avere un blog non significa nulla. Ci sono troppe persone che danno importanza a queste cose. Io sono un individuo un po' così, vado in cerca di cibo. Ad alcuni piaccio, ad altri no, altri mi odiano addirittura ed altri mi amano, altri ancora non mi vedono neppure. Vale per tutti, purtroppo o meno male. Vale per te che stai leggendo, vale per me che sto scrivendo e vale per tua madre o tuo padre o tuo figlio o tua sorella. Vale per tutti. La vita  è tanto semplice che noi non la possiamo comprendere. Scrivo col sangue, scrivo con passione, ma non mi chiedo perché. Ho amato, ho odiato, ho chiesto aiuto, ho commesso tanti errori, ho ferito, sono stato ferito, ho guarito ed ho ascoltato. Scrivo inutilità, forse, ed allora perché sei qui a leggere? Puoi ridere con qualcosa d'altro. Oppure, se sei qui... è perché sono uno spasso?!! Dovrai sgombrare, prima o poi"

mercoledì 28 marzo 2012

"NON FATE NIENTE"

Dzobo stamani si lancia su argomentazioni un po' così: " Non fate niente! Quel che si deve capire è che non c'è così molto tempo come si crede. E quel tempo che ci viene dato può essere vissuto meglio e al meglio. Ma per viverlo al meglio anche tu devi sforzarti, ricordarti, ricordarti e ricordarti.Ma ricordarti di che cosa? Che devi ricordarti! Ti devi ricordare che devi ricordarti. Ricorda te stesso. Non fare niente nei prossimi quattro minuti e ti ricorderai di te. Oggi, con un fresco giorno primaverile che mi culla, mi viene da dire che non dovete fare proprio un bel niente. Un BEL niente. Io sono Dzobo e a me piace così: ogni tanto non fare un bel niente. E poi riparto. Sembra monotono, e lo è, forse. Ma io soltanto così posso fare della mia vita una fantastica, irresistibile, monotona epserienza della quale poter dire: "Oggi è proprio il giorno giusto per morire!".Fanculo a tutti."

martedì 20 marzo 2012

LA MORTE SI FUMA I MIEI SIGARI

Dzobo e Bukowsky, vecchi amici di sbornie: "Oggi ho deciso di ubriacarmi: Sono sceso al bar e mi sono preso un po' di birra. Poi mi sono messo sul mio terrazzo e, mentre  guardavo il panorama e ascoltavo del buon jazz (ho fatto un pomeriggio da Coltrane a Parker, fino a Baker e via di nuovo) mi sono sorseggiato birra a fiumi. Non si può fare tutti i giorni, almeno questo è ciò che ho deciso di non fare, ma ogni tanto una bella sbornia... beh, sì... mi rigenera e illumina delle zone che aspettavano di venire alla luce. La vita è strana, dice qualcuno; la vita è bella, dice qualcun altro; la vita è brutta, dice ancora qualcun altro. Io non ho niente da dire, in verità! Ho dato da ascoltare i miei dischi alla morte quest'oggi; come Charles, in quella poesia, parlava con la morte e le dava i suoi sigari da fumare. La morte è una porta aperta, che ci vogliamo fare? Oggi, questa sbornia me la meritavo proprio: sentivo che era la cosa giusta. Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi, scriveva Cesare Pavese. La morte non ne sa nulla: siamo noi che abbiamo dimenticato la porta chiusa".

domenica 18 marzo 2012

FAI QUEL CHE TI AGGRADA

Eccone un'altra di Dzobo: "Fai quel che ti aggrada altrimenti potresti pentirtene o, ancora peggio, potresti non accorgerti mai che hai fatto ciò che non volevi fare o essere. Insomma, io ve lo racconto, ve lo scrivo spesso, ma posso anche esser preso per uno sciocco ingenuo o uno che si diverte a dirvi cose di poco conto, irrealizzabili, poco serie. Invece non c'è niente di più serio. Avete mai l'impressione che la vostra vita sia in parte o tutta un fallimento? Avete mai l'impressione che non siate necessari a niente e a nessuno? La risposta è "SI". Certo che è sì: ma non perché siete dei buonianulla o simile: semplicemente perché sempre meno spesso fate ciò che più vi aggrada. E se lo fate dopo vi sentite in colpa o dovete argomentare delle scuse per giustificarvi. Non è così?
Quindi, ora, adesso, in questo momento vai, esci, fai quello che più ti aggrada. Vai, ho detto. Comincia. Ora. Se, invece sei qualcuno che già lo fa, beh, ti ringrazio per farlo e per continuarlo a fare. Le persone che ti sono accanto saranno e sono più felici di starti vicino. E ti ringraziano per la tua presenza. E se dopo ti senti in colpa, beh, pensa che è tutto un frutto (malefico) della tua mente, ridici sopra.
Fammi sapere.
Dzobo, Dzobo, Dzobotto!!

martedì 13 marzo 2012

LEGGI UNA POESIA... PRIMA CHE...

Dzobo oggi: "Prendere tra le mani una manciata di tempo e recarsi in un posto dove stai bene per gustarti una poesia: ecco cosa devi fare prima che la giornata finisca. Prima che OGGI finisca per sempre. C'è qualcosa di meglio che puoi fare, oggi? Ordunque, fallo. Non credere che tutto quello che fai o devi fare sia tanto importante. Quando hai capito questo, sei atterrato su questa terra.
Ti consiglio, tra i milioni di poesie che esistono, la poesia "DEL  NON LEGGERE" di Wislawa Szymborska. Non certo perché sia migliore di altre.
Fammi sapere se e come è andata, oggi."
Dzobo non si stanca. Dzobo plana da un giorno all'altro. Imparate a fidarvi.

venerdì 9 marzo 2012

ENTRATE, SIGNORI, ENTRATE...

Dzobo ci dice: "Io so che già in tanti mi leggono, e so anche che sareste spinti a  scrivermi. So anche che per molti è sufficiente che io  scriva o dica delle cose. Ma... VOGLIO... che voi mi scriviate!!! Voglio sapere i vostri pensieri e le vostre idee, i vostri desideri, le vostre aspirazioni... Oggi, ascoltando una vecchia signora parlarmi, ho sentito che la vita ci offre la possibilità di farci vivere. Dove credete di essere? In quale punto del vostro cammino pensate di trovarvi?  Ogni giorno che trascorre è un giorno in più lontano dal nostro punto di partenza. Ora, se tu provassi, anche soltanto per qualche ora, a vivere provando a ricordarti che in ogni momento c'è la possibilità di una nascita e di una morte, potresti trascorrere del tempo dimenticandoti di te... e questo ti porterebbe a scoprire che ti trovi in una condizione unica. Che tu sia malato, che tu sia ricco o povero, che tu sia stato lasciato da qualcuno, che tu debba subire un intervento chirurgico, che tu stia soffrendo senza confini, che tu abbia perduto qualcuno, TU hai il potere di dare vita alla vita che hai in dono. Fatti una bella cavalcata, fatti una sega, fatti una preghiera, fatti un bacio, fatti il jogging on the road, fatti ... fatti la vita, insomma!" 
Alle volte Dzobo... vallo a capire...!!